giovedì 22 aprile 2010

DISCARICHE A "CIELO APERTO"

Torna alla ribalta il problema dell'abbandono di rifiuti ingombranti, rifiuti indifferenziabili e... non solo. 
E' stato trattato dal quotidiano CRONACAQUI con un articolo del 20 aprile 2010 che vi propongo.


Quando si dice "il caso"... andando a UNIEURO, ho trovato un esempio trattato nell'articolo... a dire il vero più di uno ma... non sarebbe stato il caso... fotografare la "Promenade De La Prostitution" con relativa "maestranza" al lavoro!

Che strano, mi sembrava ci fosse un disegno di Legge che la vietasse in strada... l'avrò sognato... o forse non sarà passato, altrimenti nella nostra Città, farebbero rispettare la Legge!!! E chi dovrebbe farla rispettare? Mah... saranno mie fantasie...

All'entrata del grande magazzino, prima di arrivare alla rotonda, sulla sinistra le prime avvisaglie di abbandono...


Vista "panoramica" dall'entrata...


Vista panoramica dall'uscita e...


...particolare "caratteristico" dell'abbandono.

Arrivata nella rotonda... un macello! Da fare concorrenza al vicino Italmacello di Via Venaria...


Nel prato un banco di scuola... forse serve per dare lezioni gratuite relative a "CORSI DI ABBANDONO RIFIUTI... SENZA  ESSERE BECCATI".


Questo è il mucchio di schifezze che qualche incivile ha lasciato sul bordo della strada...


Per non stonare, hanno "arredato" anche un' angolino... vediamo nel dettaglio cosa possiamo trovare... chissà potrebbe servirci qualcosa... 







DI TUTTO E DI PIU'!

Come definire questa "brava gente" che non sa o non ha capito come funziona la raccolta rifiuti? Mi limito a considerare che non siano altro che dei grandi maleducati e incivili!

Nel caso qualcuno non sapesse, un breve cenno, tratto dal sito del Comune di Collegno, sulla raccolta rifiuti:


Il Sistema di raccolta dei rifiuti urbani di Collegno prevede la raccolta domiciliare “porta a porta” per le frazioni, carta (contenitore bianco), organico (contenitore marrone) e indifferenziato (contenitore grigio) su tutto il territorio, ad esclusione del quartiere Terracorta dove tutte le frazioni sono domiciliate; la modalità stradale per la plastica (contenitore blu), vetro e lattine (campana). Rimangono in contenitori stradali anche le raccolte di indumenti, farmaci e pile (presso le farmacie e i rivenditori). 

Tutti gli altri rifiuti, come ingombranti, rifiuti ferrosi e legnosi, oli esausti, carta e cartone, apparecchi elettronici, possono essere conferiti presso l’Ecocentro di Collegno, situato in Via XX Settembre n.42.

Gli ingombranti possono essere ritirati gratuitamente a domicilio dal CIDIU previa prenotazione telefonica al numero verde.

800011651


Telefonate, telefonate e telefonate... non vincete nulla ma sicuramente noi "vinceremo" una Città più pulita e decorosa!!!


Per richiedere  e ricevere ulteriori informazioni relative al servizio di raccolta rifiuti ci si può rivolgere a: 
  • CIDIU n. verde 800-011651 n. fax 011/4028222 sede in Via Torino n. 9 Collegno (da lun. a gio. 8.30/16.30, ven. 8.30/15.00, sab. 8.30/12.30)

  • ECOCENTRO COLLEGNO situato in Via XX Settembre n.42

    Orari di apertura: lunedi’ chiuso, martedi’ 9,30 – 15,00 continuato, mercoledi’ 9,30 – 17,00 continuato, giovedi’ chiuso, venerdi’ 13,30 – 17,00, sabato 9,30 – 13,00 / 14,00 – 18,00, domenica chiuso
  • U.R.P. (Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Collegno) Tel. 011/4015400
  • UFFICIO AMBIENTE Comune di Collegno Tel. 011/4015302-303
(Chi ha scritto questo pezzo sul sito del Comune... l'ha riletto??? - Vedi originale.)

Tra problemini quotidiani (chiamiamoli così), arietta puzzolente, ingorghi stradali, code interminabili,  abbandoni di rifiuti e prostitute... possiamo dire che nel Quartiere Basse di Dora (continuo a denominarlo così perché un Villaggio sarebbe tutt'altra cosa) e nella Frazione Savonera... non ci facciamo mancare proprio niente!

Non scoraggiamoci e se vediamo qualche "vandalo del rifiuto" nell'intento di abbandonare la sua "mercanzia", denunciamolo!!!

lunedì 19 aprile 2010

FACCIAMO LUCE SUL SOTTOPASSO NUTO REVELLI

Il 18 maggio 2008 la Città di Collegno inaugurava il sottopasso "NUTO REVELLI". All'inizio ha scatenato non poche critiche e di cui tutti i blogger se ne sono occupati al fine di migliorarne l'efficienza o denunciarne l'inefficienza. Giusto per non essere da meno, me ne occupo anch'io.

Ciò che è fatto è fatto ma... volendo fare veramente "luce" sui fatti, bisognerebbe utilizzare tutte le lampade "furbescamente" rientrate nell'impianto elettrico. All'impiantista e non solo, gli si sarà accesa sicuramente più di una lampadina... 

Sarà stato lui..

.

o forse lui?


La curiosità che sorge spontanea ve la scrivo subito... no ve la scrivo dopo!

Guardate la  prima le fotografia del sottopasso:


Non conoscono il numero totale dei fari che dovrebbero illuminare il sottopasso ma ha poca importanza. Tanto per infierire, posso dire che non tutti sono accesi. Infatti dalla fotografia fatta, con il rischio di spiaccicarmi contro l'autovettura che precede, possiamo notare che, di sette fari penzolanti solamente uno è illuminato e così per tutto il sottopasso.


Qui un po' meglio, su cinque fari due sono illuminati...

A questo punto la considerazione è elementare: se non tutti i fari vengono accesi, ovviamente e giustamente per un risparmio energetico, a cosa cappero servono tutti gli altri?
Non sarebbe stato meglio progettarlo in modo da risparmiare sia sull'energia elettrica e sia sul vil Euro?


EUREKA!!!

Da queste immagini sembra anche inizi a invecchiare precocemente nonostante la sua giovane età...


Inizierà a sgretolarsi piano piano?... 



Qui ovviamente messo a dura prova dalle intemperie ma, non sono un "costruttore" però credo che nel 2010, ops era il 2008, ci fossero già prodotti impermeabili o cavolate varie... infatti ... 
Speriamo stia succedendo solamente in questi punti di "poco" rilievo altrimenti, ciao ai miei "dipinti".

L’intonaco per esterno, a parte la funzione estetica, ha il compito di proteggere le facciate esterne delle pareti perimetrale dagli attacchi degli agenti atmosferici, in modo particolare dalle gelate, grandinate e pioggia. Fino a qualche tempo fa, quando al costo della manodopera non si prestava l’attuale attenzione, l’intonaco era considerato un materiale di consumo, nel senso che era cosa normale ripristinarlo con una certa frequenza. Da quando il costo della manodopera è diventato una delle voci più significative del costo complessivo delle opere murarie, parallelamente è aumentata l’attenzione che viene riposta alla qualità dell’intonaco, al fine di diradare il più possibile nel tempo i costosi interventi di ripristino dello stesso. La malta per intonaco è formata da una miscela di “leganti” e“materiali inerti”, nel rapporto 1 a 2/3. Se è vero che l’intonaco per esterno deve difendere la muratura dagli agenti atmosferici, quindi dall’acqua e dall’umidità non deve essere completamente impermeabile, ossia deve permettere alla parete di respirare. Un buon intonaco per esterno, tra i suoi componenti prevede la “pozzolana” , materiale di origine vulcanica, che deve il suo nome al luogo di produzione ( Comune di Pozzuoli – Provincia di Napoli). Per approfondimenti guarda in intonaco oppure in muratura. 

Povero sottopasso, messo costantemente sotto processo... prima gli ascensori, dopo la tettoia mancante , la curva troppo curva, le scritte dei vandali, la sporcizia, l'allagamento con avvistamento di un "Delfino", i fari, i muri e basta... non se ne può più!


Altra parete leggermente sgretolata...

La forma del "carrarmato" è l'unica cosa ben fatta: una bella pedata...


Un breve video relativo all'inaugurazione del sottopasso Nuto Revelli... se fate caso, nemmeno in quest'occasione sono stati accesi tutti i fari!
Forse li accenderanno in occasione del mio matrimonio... meglio che mi affretti!


  

domenica 18 aprile 2010

IVETTA BONO CON "UN LIBRO PER VOI": IL BORGO D'OLTREMARE



"Oltremare è un buon posto per chi vuole cambiare qualcosa della propria vita" - 

Un romanzo magico: così definirei questo libro di Francesco Amato, dalla forma fluida e ricca, dalle descrizioni così reali e realistiche, tempestate di particolari (sapori, profumi...) eppure, al contempo, oniriche ed eteree. La vicenda del protagonista prende il via da un fatto banale, doloroso, di fronte al quale egli chiude gli occhi e fugge. Fugge per intraprendere un viaggio caotico, senza tempo ne' spazio, in cui tutto è la negazione di tutto, in una spirale che ci trascina e ci riempie di curiosità ma ci destabilizza... non è la solita trama, regolare e con un'ordinata evoluzione.

Le pagine sono in realtà caleidoscopi infiniti dove le righe si susseguono ma si precedono, si rincorrono e non si raggiungono... E' la parafrasi di un viaggio interiore, introspettivo, del riconoscersi Altro da quello che si è. E del riconoscere la realtà come Altra da quella che si pensa. E' la scoperta dolorosa della necessità di abbandonare la visione abituale delle cose, l'interpretazione canonica degli avvenimenti, in sostanza scoprire con dolore (ma anche con liberazione) che due più due non fa sempre quattro... 

Un romanzo che affascina sicuramente le menti fantasiose, gli spiriti alla ricerca di se stessi, ma che dovrebbero leggere soprattutto i razionali, gli abitudinari, quelli (troppo) sicuri di loro. Perchè il bello della Vita sta proprio nell'essere protagonisti di ciò che non possiamo prevedere... ogni cosa va poi letta con gli occhi dell'anima, a cui si deve dare totale credito. Dice il protagonista "Il fatto è che non ricordo di aver mai deciso di svoltare a sinistra, mi ci sono trovato all'improvviso..." Da qui, da questa svolta inaspettata, inizia un viaggio dantesco, in un sottosuolo accidentato che fa a pugni con le forme perfette e levigate a cui egli è dedito, insegnante di architettura razionale e abitudinario.

Il tempio dell'anima è ben diverso, ricco di cunicoli... l'importante è arrivare alla luce, cercando ciò che non appare. Deliziosa la scelta degli anagrammi dei nomi, per celebrare l'incontro con una dimensione che chiede a gran voce di essere riscoperta. 

Francesco Amato è nato a Napoli nel 1954 dove esercita la professione di architetto. Ha pubblicato due raccolte di poesie e il romanzo Il Profumo dell'Onda (2003)

IL BLOG "STRISCIA LA NOTIZIA... A COLLEGNO" E' LIBERO PER "BUONA CONDOTTA" E... RIPARTE

Come sempre, con questa decisione unilaterale, intendo prendermi qualsiasi responsabilità in merito alla continuazione o meno del blog.

La decisione è stata veloce in quanto supportata dalle persone che mi vogliono bene, dispiaciute di vedermi gettare al vento mesi di lavoro. 

Come ha scritto nei commenti un lettore, siamo partite in tre ma per molteplici motivi ci siamo perse strada facendo. 


Continuerà la preziosa collaborazione di Ivetta Bono per la sezione recensione libri.

Portarlo avanti da sola non mi crea problemi, certo è un impegno, a volte anche oneroso ma, non cambierebbe di una virgola da ciò che è sempre stata la mia mansione.

Dunque si riparte!

Chiudo facendo i miei ringraziamenti a Monica per la collaborazione datami.

Un caro saluto a tutti i lettori.

martedì 13 aprile 2010

IL BLOG STRISCIA LA NOTIZIA... A COLLEGNO SUBISCE UN "ARRESTO"

Ai nostri cari amici lettori e sostenitori, comunichiamo la momentanea sospensione del Blog.

La  The Angels LONGO Claudia ha la necessità di prendersi un periodo di riflessione per decidere se avrà ancora la volontà di proseguire in questa impresa da sola, con valide collaborazioni oppure chiudere definitivamente il Blog.

Se e quando il Blog riprenderà la sua originaria funzione, le The Angels non esisteranno più. Potrebbe restare solamente il nome di "STRISCIA LA NOTIZIA... A COLLEGNO" e della persona che lo porterà avanti. 
Tale decisione, purtroppo, dipenderà solamente da LONGO Claudia che non tarderà nell'aggiornarvi su eventuali sviluppi.

Un caro saluto a tutti i lettori.



domenica 28 febbraio 2010

PIEMONTE: ATTENTI A VOTARE UDC, CON LA BRESSO C'E' PURE IL FAN DI FIDEL CASTRO

Massimo Introvigne su "Libero" del 28 febbraio 2009


«Noi siamo nani sulle spalle di giganti e uno di questi giganti è Fidel Castro. Qué viva Fidel! Qué viva Cuba! Hasta la victoria siempre!». Parole e musica del sito Internet della sezione Dolores Ibarruri dei Comunisti Italiani torinesi, partito di cui è segretario Vincenzo Chieppa, che di quel sito è collaboratore. La notizia è ufficiale: Chieppa fa parte del listino della candidata di centro-sinistra Mercedes Bresso. Dunque in Piemonte chi vota – per esempio – Udc vota anche per Fidel Castro. A meno di ricorrere al voto disgiunto, la croce sull’Udc è infatti una croce per la Bresso e per il suo listino. Il pacchetto si può comprare solo tutto insieme, Chieppa compreso.

L’Udc e la Bresso obiettano che con i comunisti l’accordo è meramente “tecnico” perché non avranno posti in giunta. Ma la legge elettorale regionale non distingue fra accordi tecnici e non, e della giunta si parla dopo le elezioni. È inutile illudersi: chi vota Udc vota il listino della Bresso, e chi vota quel listino vota Chieppa. Che su Castro non transige: in un ordine del giorno presentato alla Regione chiede che siano «respinti gli attacchi strumentali e la campagna diffamante contro Cuba» e che il Piemonte dichiari «che il governo cubano garantisce ai propri cittadini standard di vita (…) che spesso non sono garantiti neanche nei Paesi cosiddetti avanzati».

Il soccorso rosso di Chieppa non vale solo per Cuba. L’Occidente critica la Cina per le violazioni dei diritti umani? Si mobilita anche Chieppa, ma per denunciare «un’indegna campagna di demonizzazione della Repubblica Popolare Cinese». Quando poi sente parlare di Israele Chieppa non vede rosso solo perché il rosso a lui, comunque sia, piace sempre. Ma ancora il 20 gennaio 2010 conferma il suo impegno per il «boicottaggio dei prodotti israeliani». A proposito: anche gli amici di Israele che votano la lista Bonino-Pannella, che in Piemonte è con Bresso, o il Pd, mandano Chieppa e i suoi boicottaggi in Regione.

Forse proprio per lavarsi la coscienza rossa e laica dopo gli accordi che coinvolgono l’Udc Chieppa – mentre l’Italia protesta per la sentenza europea contro l’esposizione del crocifisso nelle nostre aule – dichiara che «sarebbe giusto che in tutti gli uffici pubblici non venissero esposti simboli religiosi».

Che razza di personaggio la Bresso abbia scelto per il suo listino emerge dal documento più allucinante del sito della sezione Ibarruri. Siamo nel 2008 e tutta l’Europa commossa ricorda dopo quarant’anni la primavera di Praga, i ragazzi schiacciati sotto i carri armati del Patto di Varsavia, il tragico rogo dello studente Jan Palach. Anche i comunisti italiani sventolano commossi le loro bandiere: quelle dell’Armata Rossa e di Breznev.

Si scopre così che ricordando nel 2008 i fatti del 1968, Chieppa e compagni sostenevano i «cinque Paesi socialisti fratelli (Urss, Polonia, Ungheria, Rdt e Bulgaria)» che «assolvendo il loro dovere internazionalista», decisero di «portare aiuto ai popoli della Cecoslovacchia nella loro lotta alla controrivoluzione, in difesa del socialismo, del progresso, della democrazia». L’invasione «impedì alla reazione interna ed internazionale di attuare il loro progetto criminale» e dimostrò «la solidità delle conquiste socialiste, la forza dell’internazionalismo proletario e la capacità di difesa dei comunisti».

Si comprende come perfino il sindaco di Torino Sergio Chiamparino abbia espresso alla Bresso il suo forte “disagio” nel votare un listino con Chieppa. Queste perplessità, ha detto il superiore di Chieppa, Oliviero Diliberto, «sono frutto di un anticomunismo». Quando sente parlare Chieppa perfino Chiamparino diventa anticomunista. Dal contagio dell’anticomunismo sembrerebbe invece immune l’Udc, che pur di far guadagnare il punticino portato da Chieppa alla Bresso chiede ai suoi elettori di votare per Fidel Castro, i carri armati di Breznev e il boicottaggio dei prodotti israeliani.

Sempre “tecnicamente”, beninteso. Hasta la victoria siempre!